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Curatore: M. Bondi
Editore: Eus – Ediz. Umanistiche Sc.
Collana: Spaghetti horror
Anno edizione: 2019
Pagine: 154 p., ill. , Brossura
EAN: 978-88-3288-028-1

Categoria: Product ID: 5275

Descrizione

Contrariamente a quanto comunemente si pensa, scrivere un racconto è assai più difficile di un romanzo, e tanto più breve è il racconto, tanto più difficile è scriverlo. Pensateci bene: quante righe vi possono servire per presentare adeguatamente al lettore un ambiente e i personaggi che lo abitano, il carattere di questi ultimi e le loro motivazioni, per creare un’atmosfera, per costruire un incipit che incuriosisca e una trama che non faccia perdere interesse fino ad arrivare a un finale che non deluda le aspettative? Beh, ne servono parecchie. Però, questo numero si può ridurre, e drasticamente anche; il racconto si può condensare, e la trama, asciugare. Ottenendo, alla fine, il medesimo risultato. Certo, bisogna essere bravi: e qui si arriva al punto nodale, ovvero che uno scrittore, spesso, fatica assai di più sulla breve distanza che sulla lunga. Eppure, il genere del racconto, in Italia, è considerato “minore”, una vera e propria Cenerentola della lettera- tura. In sostanza, è comune opinione che vi si dedichi chi non ha sufficienti talento e costanza per scrivere un romanzo. Hemingway, Poe, Maupassant e Checov, giusto per citare alcuni nomi, sorriderebbero. Senza con- tare gli italiani che al genere hanno contribuito con eccellenti risultati: Calvino, Pirandello, Buzzati… devo aggiungere altro? Non servirebbe. Perché dico questo? Perché i racconti brevi di Marcello Bondi vanno considerati nella giusta prospettiva: come ottimi racconti brevi di letteratura disegnata, tanto migliori proprio perché brevi. La bravura di Marcello non è, dunque, soltanto quella di farsi venire un’idea interessante (conditio sine qua non per scrivere una buona storia), ma quella di svilupparla in una sceneggiatura dotata di ottima tecnica (anche possedere un’efficacia valigetta contenete i cosiddetti “ferri del mestiere” è fonda- mentale) e di esporla in pochissime pagine. Ecco, questo terzo punto è quello che considero il più importante, quello che merita l’applauso più forte in sala.